<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>FANTAREALE</title>
	<atom:link href="http://www.fantareale.it/?feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.fantareale.it</link>
	<description>Se cerchi qualcosa di nuovo nei racconti, nei film, nella musica e nelle arti varie, una cosa c'è. È fantareale.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Sep 2010 08:12:35 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.5</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Also starring</title>
		<link>http://www.fantareale.it/?p=3029</link>
		<comments>http://www.fantareale.it/?p=3029#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 07:54:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fantareale</dc:creator>
				<category><![CDATA[fantareale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantareale.it/?p=3029</guid>
		<description><![CDATA[Erano stati i 60 euro meglio spesi della sua vita. In quel momento ne era assolutamente certo. Quando aveva letto sul giornale l’annuncio della casa di produzione, aveva dapprima pensato a una burla. Poi, preso coraggio, aveva chiamato il numero verde, e si era convinto della bontà della cosa.
La pubblicità prometteva di realizzare con soli 60 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3030" style="margin: 10px;" title="Porno" src="http://www.fantareale.it/wp-content/uploads/2010/09/Porno-150x150.jpg" alt="Porno" width="150" height="150" />Erano stati i 60 euro meglio spesi della sua vita. In quel momento ne era assolutamente certo. Quando aveva letto sul giornale l’annuncio della casa di produzione, aveva dapprima pensato a una burla. Poi, preso coraggio, aveva chiamato il numero verde, e si era convinto della bontà della cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">La pubblicità prometteva di realizzare con soli 60 euro qualche foto, materiale d’archivio e abili azioni di montaggio digitale, il sogno della vostra vita: essere il protagonista di un vero e proprio film pornografico! Il tutto per corrispondenza e in assoluto anonimato. “I sessanta euro meglio spesi della mia vita”, si ripeté Augusto. Aveva potuto scegliere anche il titolo e la trama: <em>Incompreso</em>, storia di un uomo che si trova ad arrivare in una terra straniera di cui non conosce la lingua, e dove l’unica possibilità di comunicare con la popolazione locale è data dal sesso, orale e non. Quindi, per comprare un filone di pane, sesso con la panettiera; sesso con la farmacista per una confezione di aspirine; sesso con la cameriera e con la cuoca per farsi una pizza margherita. E così via.<br />
Ora finalmente aveva in mano il dvd.</p>
<p style="text-align: justify;">Cercò subito il suo nome sulla copertina, tra i protagonisti. Un enorme sorriso gli si apri in volto leggendo “Starring Augusto Cavaliere”. E una serie di improbabili nomi di donna: Jessica Harrizzo, Tatania Lekkova, Vera Porquas, Rosy Bhindy e tante altre. Lo girò e rigirò tra le mani, e dopo aver dato una rapida occhiata alla lista dei contenuti speciali, prese il disco, lo inserì nel lettore e spinse il tasto play, lasciandosi andare contro lo schienale della poltrona.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla quindicesima trombata Augusto era esausto. La poltrona una saponetta viscida intrisa di sudore. Nella confezione c’era scritto &#8216;vi promettiamo il massimo realismo&#8217;. Ma quello non se lo aspettava davvero.</p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio del film, alla vista delle prime tette bionde gli era sembrato del tutto normale, e piacevole, sentire il suo uccello gonfiarsi a dovere. In fondo era lì per quello. Quando poi la vigilessa aveva iniziato a lavorare con le mani prima, con la bocca poi, la sensazione di partecipare alla scena non fu più solo una questione di vista. Sentiva le sue mani scorrere lentamente su e giù su e giù su e giù. Poteva persino sentire le unghie di lei graffiargli lievemente la pelle. Per non parlare poi della bocca, dei denti, della lingua&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">“Cristo santo” esclamò Augusto, aggiustandosi sulla poltrona, “Non è possibile&#8230;”<br />
Era possibile invece. &#8216;Vi promettiamo il massimo realismo possibile&#8217; diceva la pubblicità. La donna usava un profumo dolce e persistente. Troppo forte per i gusti dell’uomo. Ma in quel frangente fece buon viso a cattivo gioco e lasciò correre. Erano i momenti più eccitanti della sua vita. Non aveva in verità una vita sessuale particolarmente intensa, ma era certo che le ragazze, la farmacista, la panettiera la cuoca e tutte le altre, fossero delle vere professioniste. Ogni tanto, entrava in scena un uomo. Alla sua vista Augusto si allarmava leggermente. Dopo aver constatato che si trattava di comparse generiche non parlanti, si rilassava e tornava a concentrarsi sul copione e sulle sue battute.</p>
<p style="text-align: justify;">Più di una volta fece per alzarsi, per sgranchirsi un po’, ma vuoi perché una coppia di gemelline sadomaso lo frustò, vuoi perché fu costretto a confessarsi con Jessica Harrizzo vestita da suorina, dovette desistere dal farlo. Ma alla quindicesima trombata Augusto non ce la faceva davvero più.</p>
<p style="text-align: justify;">La scena bondage gli aveva dato il colpo di grazia, lasciandolo a terra. I lividi e le piccole ferite facevano un male cane. Sperando in una pausa, aveva deciso di farsi un panino e di stendersi un po’ sul letto, quando sentì suonare il videocitofono. Scocciato, si alzò per andare a vedere chi fosse e vide al cancello della sua villa un pulmino bianco e un’intera squadra femminile di Volley Ball, riserve, allenatrici, massaggiatrici e psicologa comprese, attendere vogliose e succinte l’apertura del cancello.</p>
<p>“Nooo. Non posso non posso, non ce la posso fare. Basta fermatevi.”</p>
<p style="text-align: justify;">Le voci urlanti dal videocitofono: “Aprici! Aprici!”.<br />
Fu un attimo si infilò un paio di jeans, prese le chiavi della spider rossa e cercò l’uscita sul retro. Tutte le ville da film hanno un’uscita sul retro, pensò. La trovò, proprio nell’istante in cui poté sentire il rumore sordo del cancello scardinato.</p>
<p style="text-align: justify;">Non fu facile uscire dalla villa. Dovette travolgere l’allenatrice, decisa a non farlo passare, e scaraventare fuori dall’abitacolo l’alzatrice titolare, che si era tuffata decisa sul suo pisello.</p>
<p style="text-align: justify;">L’urto con Penny, la figlia sovrappeso della massaggiatrice lasciò un leggero bozzo sul cofano della spider. Per fortuna è rossa pensò Augusto, inseguito dalle grida delle amanti deluse.</p>
<p style="text-align: justify;">“Sono salvo” pensò. “Non possono più raggiungermi. E con questa macchina sarò al confine dello stato in un batter d’occhio”.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua corsa durò poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Dietro una curva, una pattuglia di rangers gli sbarrava la strada. I fucili spianati. Tra lui e loro due cavalli di frisia occupavano l’intera carreggiata.</p>
<p style="text-align: justify;">Provò a fare inversione con un testacoda, ma non era abituato a guidare le macchine con il cambio automatico, e la manovra fallì.</p>
<p style="text-align: justify;">“Maledette macchine americane”, pensò.</p>
<p style="text-align: justify;">In pochi secondi i rangers gli furono addosso. Quattro enormi omaccioni, di cui due di colore, lo sollevarono di peso dal posto di guida e lo scaraventarono a terra, ricoprendolo di insulti. Augusto sbatté violentemente la bocca sul pavimento della sala, e per poco non si ruppe un dente.<br />
“Aspettate, aspettate! Vi prego&#8230; non ho fatto nulla&#8230;parliamone&#8230;” ma loro niente. Sembrava non capissero. “È solo che non ce la faccio più&#8230; vi prego&#8230; non sono abituato&#8230;”.</p>
<p>L’uomo che doveva essere il capo gli accarezzò il viso, e lo guardò in modo rassicurante, come a dire “stai tranquillo, rilassati, tu non devi fare nulla, pensiamo a tutto noi.”.</p>
<p style="text-align: justify;">In quel momento Augusto ebbe chiaro il suo destino. Completamente nudo, incastrato a terra tra la poltrona e il tavolino, provò a terrorizzarsi e a reagire. Ma era troppo stanco. E lasciò fare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fantareale.it/?feed=rss2&amp;p=3029</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scegliere una triglia al banco frigo</title>
		<link>http://www.fantareale.it/?p=3023</link>
		<comments>http://www.fantareale.it/?p=3023#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 07:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fantareale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luigi Annibaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Omero]]></category>
		<category><![CDATA[fantareale]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantareale.it/?p=3023</guid>
		<description><![CDATA[Per riconoscere una buona triglia bisogna affidarsi ai cinque sensi. Prima di tutto la vista. Devi incrociare il suo sguardo. Se la triglia ha l&#8217;occhio all&#8217;ingiù e opaco stai sicuro che la sua freschezza è compromessa. Quella triglia ha qualche problema profondo e il rischio è che nel suo abisso porti anche la tua digestione.
Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ72nU2YRGlq9RLDf_SDq2GHF6CvnBdynKFunaShehW4iF6Ldk&amp;t=1&amp;usg=__0d2oPxz4NqJXBU20SX9ygeHBcXg=" alt="" width="195" height="166" />Per riconoscere una buona triglia bisogna affidarsi ai cinque sensi. Prima di tutto la vista. Devi incrociare il suo sguardo. Se la triglia ha l&#8217;occhio all&#8217;ingiù e opaco stai sicuro che la sua freschezza è compromessa. Quella triglia ha qualche problema profondo e il rischio è che nel suo abisso porti anche la tua digestione.<br />
Se la triglia passa la prova vista, cioè ha lo sguardo brillante e vispo starai di certo sul punto di portarla via&#8230; fermati! Non essere affrettato. Avvicina il naso, con nonchalance però, altrimenti apparirai come l&#8217;annusone maniaco del supermercato. Se senti un odore fognifluo che fa a pugni con la tua colazione è chiaro: gli ammiccamenti della triglia sono una trappola. Abbandonala lì anche se lei ti supplica con occhi attraenti pieni di rimmel.<br />
Se i test precedenti sono superati voi due siete sulla buona strada, avete raggiunto un punto di contatto. Ora puoi provare a toccarla, meglio massaggiarla o accarezzarla. Magari sulla coda per non apparire troppo audace. Se la coda ti appare rigida, fredda e perfetta fai attenzione: la coda è rifatta. Alla fine sembrerà come mangiare un ferro da stiro.<br />
Quindi veniamo al gusto. Mangiarla al banco frigo risulterebbe un passo affrettato. La consuetudine vuole che per assaggiare la triglia prima bisogna cucinarla, ma tu vuoi essere certo di scegliere la più buona del supermercato. Appena il pescivendolo è distratto a fare secca una mazzancolla, tu infilale la lingua in bocca. Se la triglia bacia come un merluzzo vuol dire che qualcosa non va.<br />
Se sei arrivato fin qui allora le notizie sono buone: il suo cuore palpita e non rimane che sentire cosa ha da dire. Se mentre ti parla sputa vecchie scarpe e ancore arrugginite è chiaro che ti sta nascondendo un passato da palombo. Se la triglia ha superato il test dei cinque sensi allora è fatta, puoi portarla a casa e bollirla, che è il massimo. Di norma un buon vino bianco rompe gli indugi ma ti confido un segreto: a differenza delle altre specie la triglia non ama andare subito al sodo.<br />
Prima di raggiungere le sue interiora qualche preliminare è d&#8217;obbligo. Concentrati sulle squame. Mi raccomando non fare il rozzo, non togliere le squame tutte insieme; il cambio di stato repentino potrebbe indurirla. Togli le squame una a una come a togliere i petali di una margherita&#8230; se fai così quasi si getterà da sola nel brodo.<br />
È arrivato il momento di sdraiarla nella pentola. Stai attento quando la prenderai per la pinna dorsale perché potresti non sentirti di gettarla nel brodo bollente. Ti può invece capitare di ricordare quando al banco frigo, davanti a cozze e vongole, le hai messo la lingua in bocca. Se entrare dentro di lei, seppur in superficie, ti ha mischiato i sensi e guardandole prima gli occhi e poi le pinnette pensi che sia la triglia più bella del mondo&#8230; è probabile che non vorrai più mangiarla ma fare qualcosa di più profondo.<br />
Vedi come va: se va male urlerai e correrai per la cucina con lei attaccata come un piraña al tuo pene. Se va bene tutti i sensi ti faranno scambiare la triglia per una sirena. A quel punto vorrai sposarla. Quando succederà non contare più su di me. Perché sarai spacciato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fantareale.it/?feed=rss2&amp;p=3023</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IL FANTAREALE SLAM DIVENTA UN CONCORSO NAZIONALE!!!</title>
		<link>http://www.fantareale.it/?p=3018</link>
		<comments>http://www.fantareale.it/?p=3018#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 09:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fantareale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorso]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi live]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Omero]]></category>
		<category><![CDATA[fantareale]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[slam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantareale.it/?p=3018</guid>
		<description><![CDATA[
Dopo la nascita del Manifesto del Fantareale, dopo la pubblicazione dell&#8217;antologia Fantareale, dopo la nascita del Blog del Fantareale, dopo la pubblicazione dell&#8217;animalario Che drago sei? di Massimo Mongai, dopo la pubblicazione dei Racconti Carnivori di Bernard Quiriny, dopo lo svolgimento di tante gare del Fantareale slam! (segui qui il Fantareale slam REMIX), arriva un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2980" style="margin: 10px;" title="fantareale_nazionele" src="http://www.fantareale.it/wp-content/uploads/2009/04/fantareale_nazionele-264x300.jpg" alt="fantareale_nazionele" width="264" height="300" /></p>
<p>Dopo la nascita del <a href="http://www.fantareale.it/?page_id=842" target="_blank">Manifesto del Fantareale</a>, dopo la pubblicazione dell&#8217;antologia <a href="http://www.omeroeditore.it/catalogo/fantareale/fantareale-nuova-antologia-del-racconto-fantastico" target="_blank">Fantareale</a>, dopo la nascita del <a href="http://www.fantareale.it" target="_blank">Blog del Fantareale</a>, dopo la pubblicazione dell&#8217;animalario <a href="http://www.omeroeditore.it/catalogo/fantareale/che-drago-sei" target="_blank">Che drago sei?</a> di Massimo Mongai, dopo la pubblicazione dei <a href="http://www.omeroeditore.it/catalogo/fantareale/racconti-carnivori" target="_blank">Racconti Carnivori</a> di Bernard Quiriny, dopo lo svolgimento di tante gare del Fantareale slam! <a href="http://www.fantareale.it/?p=2974" target="_blank">(segui qui il Fantareale slam REMIX)</a>, arriva un concorso nazionale organizzato da Scuola Omero insieme con il <a href="http://www.pisabookfestival.com" target="_blank">Pisa Book Festival</a>. Ha ricchi premi, è aperto a tutti e i racconti vincitori potrebbero dare vita a un&#8217;antologia pubblicata da <a href="http://www.omeroeditore.it" target="_blank">Omero Editore</a>. Che vuoi di più? Leggi il bando qui sotto e comincia a scrivere!</p>
<blockquote><p>&#8220;Il numero di pagine di questo libro è infinito. Nessuna è la prima, nessuna è l&#8217;ultima.&#8221;<br />
Da Il libro di sabbia di Jorge Luis Borges</p></blockquote>
<p>La scuola di scrittura Omero e il Pisa Book Festival organizzano un concorso letterario sul racconto breve fantastico che abbia il libro come protagonista. Il concorso si svolgerà in due fasi. Nella prima verranno selezionati 8 racconti finalisti tra tutti quelli inviati a Scuola Omero fino al 30 settembre 2010. Nella seconda, il 22 ottobre 2010, il pubblico e la giuria del Pisa Book Festival assegneranno i premi finali al termine di una gara tra gli 8 finalisti.</p>
<p>Nei racconti in concorso le pagine, i personaggi, le parole e le immagini di un libro potranno animarsi e partecipare alla storia e alla vita di chi ne entra in possesso. Protagonisti dei racconti in concorso potranno essere libri cartacei, ma anche iBook visto che il genere da narrare è fantastico, ma soprattutto fantareale. La scommessa cioè è quella di trovare nel genere fantastico tradizionale forti punti di contatto con la realtà che viviamo in cui il libro, per la prima volta da Gutenberg, sembra smaterializzarsi e &#8220;scompaginarsi&#8221; con tutto quello che ne consegue dal punto di vista della lettura e dei sensi.</p>
<p><strong>Regolamento del &#8220;Fantareale slam!&#8221;</strong></p>
<p><em>La prima fase del concorso</em><br />
La prima fase prevede l&#8217;invio tramite mail a fantareale@omero.it del racconto in concorso entro la mezzanotte del 30 settembre 2010. Il racconto deve essere inedito, cioè non deve essere stato pubblicato in un libro e neanche su siti web, blog o in altre forme editoriali. Il racconto in concorso non deve durare più di 5 minuti alla lettura orale perché nella fase finale dello slam i racconti selezionati verranno letti in pubblico. L&#8217;iscrizione è gratuita e aperta a tutti. Si può gareggiare con un solo racconto. Nella mail di invio del racconto l&#8217;autore deve scrivere il nome e il cognome e un recapito telefonico per poter essere contattato in caso di selezione alla fase finale. Gli 8 racconti finalisti saranno selezionati da Omero Editore che pubblica la collana Fantareale, curata da Paolo Restuccia ed Enrico Valenzi. Gli 8 racconti parteciperanno al &#8220;Fantareale slam!&#8221; che si svolgerà durante il Pisa Book Festival, la fiera dell&#8217;editoria indipendente.</p>
<p><em>La seconda fase del concorso</em><br />
Gli 8 racconti finalisti dovranno essere letti dagli stessi autori venerdì 20 ottobre, dalle ore 18, di fronte al pubblico e alla giuria del Pisa Book Festival. Prima di iniziare la gara i maestri di cerimonia effettueranno l&#8217;estrazione di due gironi da 4 concorrenti l&#8217;uno e annunceranno al pubblico il nome o lo pseudonimo di ciascun autore in ordine di estrazione. Il tempo a disposizione per ogni esibizione è di non oltre 5 minuti (superati i quali verranno scanditi altri dieci secondi dai maestri di cerimonia e poi scatterà la squalifica). Il tempo sarà calcolato dal momento in cui inizierà la vera e propria lettura. Gli autori partecipanti non dovranno utilizzare musica, luci e abbigliamento particolari. I concorrenti del primo girone leggeranno uno dopo l&#8217;altro il loro racconto in ordine di estrazione. Alla fine delle prime quattro letture, il pubblico voterà per alzata di mano proclamando il vincitore del girone. La stessa cosa accadrà per il secondo girone. Alla fine si avranno due finalisti che leggeranno di seguito il loro racconto. Il pubblico voterà sempre per alzata di mano e proclamerà il vincitore del &#8220;Fantareale slam!&#8221;, al quale andrà il Primo Premio. Al concorrente sconfitto in finale andrà il Secondo Premio, mentre al termine delle votazioni verrà assegnato un Premio della Giuria, guidata da un critico o da un giornalista culturale.<br />
In caso di pareggio tra due o più giocatori, avverrà una gara di incipit fantareali sul tema della serata: in cinque minuti, i giocatori in parità dovranno scrivere un incipit fantareale e poi lo leggeranno per essere di nuovo sottoposti al giudizio del pubblico. Se uno o più degli 8 concorrenti selezionati alla fase finale rinunceranno a partecipare saranno sostituiti da altri concorrenti in ordine di graduatoria decrescente.</p>
<p><strong>I premi</strong><br />
L&#8217;autore del racconto più votato dal pubblico riceverà un premio in denaro di € 500,00.<br />
Il secondo classificato vincerà un premio di  € 250,00.<br />
Il premio della giuria sarà di € 150,00.</p>
<p><strong>Per info e iscrizioni: fantareale@omero.it</strong></p>
<p><strong>Scadenza bando: 30 settembre 2010</strong><br />
<em><br />
<img class="size-thumbnail wp-image-2981 alignnone" title="serafini" src="http://www.fantareale.it/wp-content/uploads/2009/04/serafini-150x150.jpg" alt="serafini" width="150" height="150" /><br />
<em><br />
<strong>* Vincitori Fantareali Slam! 2008 &#8211; 2010 *</strong></em></em></p>
<p><em><em><strong>&#8220;Mostri e metamorfosi fantareali&#8221; (31 ottobre 2008)</strong><br />
<a href="http://www.fantareale.it/?p=888">Vincitore: Francesca Aucone con <em>da Anna a Veronica</em></a></em></em></p>
<p><em><em><strong>&#8220;Amori fantareali&#8221; (14 febbraio 2009)<br />
</strong><a href="http://www.fantareale.it/?p=886">Vincitore: Patrizia de Luca <em>Ricambi d&#8217;amore</em></a></em></em></p>
<p><em><em><strong>&#8220;Animali fantareali&#8221; (1 aprile 2009)<br />
</strong><a href="http://www.fantareale.it/?p=884">Vincitore: Filippo Agostini con <em>Perchè i liocorni si sono estinti (o non si sa dove sono e a far che)</em></a></em></em></p>
<p><em><em><strong>&#8220;Lavori fantareali&#8221; (16 luglio 2009)</strong><br />
<a href="http://www.fantareale.it/?p=1733">Vincitore: Carlo Castino con <em>L&#8217;annuncio</em></a></em></em></p>
<p><em><em><strong>&#8220;Vacanze Fantareali&#8221; (23 luglio 2009)</strong><a href="http://www.fantareale.it/?p=1733"><br />
</a><a href="http://www.fantareale.it/?p=1876">Vincitore: Lorenzo Montecucco con <em>Dimenticati da Dio</em></a></em></em></p>
<p><em><em><strong>&#8220;Roma d&#8217;agosto&#8221; (20 agosto 2009)</strong><br />
<a href="http://www.fantareale.it/?p=2985">Vincitore: Marco Roncaccia con <em>Roma d&#8217;Agosto</em></a></em></em></p>
<p><em><em><strong>&#8220;Mostri e metamorfosi fantareali&#8221; (31 ottobre 2009)</strong><a href="http://www.omero.it/rivista.php?itemid=2601"><br />
</a> <a href="http://www.fantareale.it/?p=2272">Vincitore: Marco Caponera con <em>Era vero davvero</em></a></em></em></p>
<p><em><em><strong>&#8220;Natale fantareale&#8221; (19 dicembre 2009)</strong><br />
<a href="http://www.fantareale.it/?p=2406">Vincitore: Lorenzo Montecucco con <em>Merda di cane</em></a></em></em></p>
<p><em><em><strong>&#8220;Animali fantareali&#8221; (1 aprile 2010)<br />
</strong><a href="http://www.fantareale.it/?p=2746">Vincitore: Carlo Valenti con <em>Memorie di un verme mannaro</em></a></em></em></p>
<p><em><em><strong>&#8220;Speciale gusto&#8221; (18 marzo 2010)</strong><br />
<a href="http://www.fantareale.it/?p=2702">Vincitore: Carlo Valenti con <em>La dieta</em></a></em></em></p>
<p><em><em><strong>&#8220;Amori fantareali&#8221; (14 febbraio 2010)<br />
</strong><a href="http://www.fantareale.it/?p=2558">Vincitore: Simona Baldelli con <em>My funny Valentine</em></a></em></em></p>
<p><em><em><strong>&#8220;Western fantareale&#8221; (31 maggio 2010)<br />
</strong><span> </span><span><a href="http://www.fantareale.it/?p=2926">Vincitore: Raul Alvarez con <em>La vendetta di Palle Mosce</em></a><br />
</span></em></em></p>
<p><em><em><strong>&#8220;Vacanze fantareali&#8221; (24 giugno 2010)</strong><br />
<a href="http://www.fantareale.it/?p=2974">Vincitore: Carlo Valenti con <em>Vacanze magiche</em></a></em></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fantareale.it/?feed=rss2&amp;p=3018</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il ba-ratto</title>
		<link>http://www.fantareale.it/?p=3014</link>
		<comments>http://www.fantareale.it/?p=3014#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 07:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fantareale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gino Falorni]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Omero]]></category>
		<category><![CDATA[animalario]]></category>
		<category><![CDATA[fantareale]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantareale.it/?p=3014</guid>
		<description><![CDATA[Cambierebbe con piacere le sue fattezze da sorcio con quelle di un qualsiasi altro animale. Eccetto l’uomo: il disgusto che prova per lui supera di gran lunga quello che prova per se stesso.     
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3015" style="margin: 10px;" title="ba-ratto" src="http://www.fantareale.it/wp-content/uploads/2010/07/ba-ratto.jpg" alt="ba-ratto" width="100" height="108" />Cambierebbe con piacere le sue fattezze da sorcio con quelle di un qualsiasi altro animale. Eccetto l’uomo: il disgusto che prova per lui supera di gran lunga quello che prova per se stesso.     </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fantareale.it/?feed=rss2&amp;p=3014</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il viaggio</title>
		<link>http://www.fantareale.it/?p=3010</link>
		<comments>http://www.fantareale.it/?p=3010#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 06:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fantareale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiana Conti]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Omero]]></category>
		<category><![CDATA[fantareale]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantareale.it/?p=3010</guid>
		<description><![CDATA[L’edificio è imponente e la fila per entrare è di quelle da far passare la voglia. Ma chi te lo fa fare, aveva detto sua madre, costa un occhio della testa, c’è sempre un’enormità di gente e si rischia comunque la fregatura.
Ariella tentenna, sta per rinunciare, ma è da un anno che risparmia e alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3011" style="margin: 10px;" title="viaggio" src="http://www.fantareale.it/wp-content/uploads/2010/07/viaggio.jpg" alt="viaggio" width="112" height="101" />L’edificio è imponente e la fila per entrare è di quelle da far passare la voglia. Ma chi te lo fa fare, aveva detto sua madre, costa un occhio della testa, c’è sempre un’enormità di gente e si rischia comunque la fregatura.<br />
Ariella tentenna, sta per rinunciare, ma è da un anno che risparmia e alla fine si mette in coda, rassegnata. In attesa ci sono famiglie intere, ma anche persone sole, come lei.<br />
Di tanto in tanto, ignorando la folla al cancelletto laterale da cui si levano sguardi d’invidia o di astio palese, qualcuno si dirige verso l’entrata principale. Passa di lì chi viaggia in prima classe, ma ad Ariella non basterebbero i risparmi di cinque anni. Sospira e aspetta. Aspetta e sospira.<br />
Quando finalmente tocca a lei, viene introdotta in un ufficio e fatta sedere di fronte a un’impiegata che riempie i moduli del viaggio.<br />
- Nome e cognome.<br />
- Ariella Martino.<br />
- Professione.<br />
- Maestra d’asilo.<br />
- Ha già viaggiato con noi?<br />
- No, è la prima volta.<br />
- Sa come funziona?<br />
- Più o meno.<br />
- Seconda classe?<br />
- No, terza.<br />
- Ah… lo sa che non garantiamo destinazione e riuscita, vero?<br />
- Sì, lo so.<br />
- Ecco, firmi qui l’assunzione di responsabilità e passi alla cassa per il pagamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Svolta la parte burocratica, Ariella viene accompagnata in una piccola sala. Lì c’è un armadietto aperto, con la chiave inserita nella serratura. All’interno un accappatoio bianco, leggero.<br />
- Lo indossi, &#8211; dice un’altra impiegata, &#8211; può lasciare i suoi indumenti nell’armadietto. Ricordi di chiudere con la chiave e conservarla nella tasca dell’accappatoio.<br />
Ariella sa, per averlo sentito dalle colleghe più esperte, che è utile liberarsi degli abiti per non alterare le sensazioni dei muscoli, delle articolazioni e dalla colonna vertebrale. Si spoglia in fretta. Ora è un po’ timorosa. Forse davvero non ha senso spendere tutti quei soldi. La nonna le raccontava, quand’era piccola, di un tempo in cui viaggiare era diverso, più semplice in un certo senso.<br />
Ecco, ora è pronta. Le indicano la sala viaggio e lei entra silenziosa, stringendosi nell’accappatoio. Due uomini in camice verde la attendono, e mentre uno la aiuta a stendersi su un lettino e prepara l’ago per l’endovena l’altro si avvicina a uno scaffale pieno di provette.<br />
- Signorina, le auguro una gran bella esperienza, -dice sorridendo. &#8211; Lo sa, in terza classe somministriamo ricordi che non abbiamo ancora avuto modo di visionare, ma a volte capitano vacanze strepitose, non si sa mai. In bocca al lupo.<br />
Ariella sorride e si stringe ancora un po’ nell’accappatoio mentre l’ago le inietta il ricordo di un terrestre di molti, molti anni prima. Di quando l’atmosfera fuori dalla cupola si poteva respirare e nei mari c’era ancora vita e le montagne si ergevano alte, perché non c’era nulla a corroderle.<br />
Speriamo che il tizio abbia fatto una bella vacanza, pensa, con quello che mi costa!<br />
Poi scivola all’interno di sensazioni sconosciute. La pelle le si increspa, sente un profumo come di sale e ha l’impressione che i capelli le volino intorno al viso. Il mare, pensa Ariella prima di essere del tutto sopraffatta dai sensi dello sconosciuto, è proprio come mi raccontava la nonna.<br />
Poi sorride e si abbandona alla prima vacanza della sua vita.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fantareale.it/?feed=rss2&amp;p=3010</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Niente è meglio di te</title>
		<link>http://www.fantareale.it/?p=3003</link>
		<comments>http://www.fantareale.it/?p=3003#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 07:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fantareale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roberta Palopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Omero]]></category>
		<category><![CDATA[fantareale]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantareale.it/?p=3003</guid>
		<description><![CDATA[Esco dall&#8217;ufficio dopo la solita giornata massacrante. Nel corridoio saluto i pochi ancora rimasti con un sorriso, mi guardo intorno velocemente e sono felice di sparire da lì dentro. Ti penso. Perché niente  è meglio di te. L&#8217;ascensore si apre immediatamente, è al piano. Serata fortunata. Entro. Spingo terra e mi giro verso lo specchio; sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3004" style="margin: 10px;" title="androidi" src="http://www.fantareale.it/wp-content/uploads/2010/07/androidi.jpg" alt="androidi" width="87" height="135" />Esco dall&#8217;ufficio dopo la solita giornata massacrante. Nel corridoio saluto i pochi ancora rimasti con un sorriso, mi guardo intorno velocemente e sono felice di sparire da lì dentro. Ti penso. Perché niente  è meglio di te. L&#8217;ascensore si apre immediatamente, è al piano. Serata fortunata. Entro. Spingo terra e mi giro verso lo specchio; sono bella, il tailleur nero mi sta davvero bene. La gonna fascia i miei fianchi perfettamente tondi, la giacca segna la vita saggiamente modellata in palestra, la camicia è rigorosamente bianca, seria, ma la scollatura la rende speciale, invitante, lascia immaginare le mie nuove, fantastiche tette, misura terza e mezzo. Dio che belle!!! Ad averlo saputo prima non avrei tentennato per anni imbottendo pietosamente i reggiseni con risultati improbabili.</p>
<p style="text-align: justify;">La mia pelle è ambrata, gli occhi ben truccati, il rossetto chiaro, i capelli corvini, lunghi e solo un gioiello, un rolex al polso. Mai volgare. Ogni uomo in ufficio sbircia puntualmente, si avvicina interessato, con la scusa di parlarmi delle pratiche, dei casi importanti o altro. Ma niente è meglio di te. Sto arrivando. Non vedo l&#8217;ora di levarmi il reggiseno e farti vedere la mia meraviglia, sono eccitatissima.</p>
<p>Piano terra, esco come un furetto e mi dirigo alla macchina rossa, vistosa come me, la trovo calda da ore di sole, apro i finestrini e aspetto qualche minuto prima di accendere il motore e correre a casa tua. Penso, sorrido tra me e me. Niente è meglio di te.</p>
<p style="text-align: justify;">Sfreccio per il centro, rischio multe, insulti da automobilisti stressati della sera, me ne frego, ho urgenza di vederti, toccarti, spogliarti, sentirti dentro di me, urlare, liberare me e le mie tette dalla stretta della giornata, poi mangiare ancora nudi e dimostrarti che niente di niente è meglio di te. Sei tutto: affascinante, intelligente, alto, ricco, prepotente, vincente, virile, sessualmente feroce, sempre affamato, socievole; non ami stare in casa a leggere un libro, grazie a Dio, sei attivo, ami il lusso e nulla è mai abbastanza. Vuoi scalare vette impossibili, ambizioso e furbo. Mi fai impazzire. E vuoi me, solo me.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre macino semafori, nella mente scorrono immagini di noi due. Sesso, vino, a volte un po&#8217; di coca e pazze risate e poi ristoranti, cene, amici, week-end fuori e ancora sesso e ancora coca. </p>
<p style="text-align: justify;">Ma cos&#8217;è meglio di te e del tuo mondo incantato? Niente. Adesso rido forte, eccitata. Sono sotto casa tua. Parcheggio di fronte a un portone, lascio appena lo spazio per farlo aprire. Al centro è impossibile trovare un buco, quindi chi se ne frega, non è un delitto, al massimo urleranno e io scenderò fingendomi stupita e dispiaciuta. E il mio look mi salverà.</p>
<p style="text-align: justify;">Pochi passi e sono al portone, mi aggiusto la gonna, tiro un po&#8217; le calze velate, guardo le scarpe tacco 12, le gambe slanciate: sì, sto alla grande e sono pronta. Citofono. Il click è quasi immediato, so che anche tu fremi. Spingo con forza il portone e salgo per le scale, quasi di corsa, nonostante i tacchi. Tra un minuto ti guarderò negli occhi color luna.</p>
<p style="text-align: justify;">La porta  è socchiusa, entro sempre più eccitata. C&#8217;è un disordine tremendo, strano. I tuoi vestiti per terra in salone, la cucina sporca, piatti, bicchieri sparsi qua e là, la finestra aperta, la tv accesa… Preoccupata supero il casino, percorro il corridoio, entro in camera, non ci sei. Provo in bagno, ti sarai sentito male?</p>
<p style="text-align: justify;">Ti vedo nella vasca, occhi chiusi, aria sognante, schiuma ovunque, una strana luce intorno. Apri gli occhi e mi vedi, sorridi. Niente è meglio di te.</p>
<p> - Ciao, ti stavo aspettando, vieni, salta dentro.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza parlare, lascio scivolare i vestiti per terra, ad eccezione del perizoma rosso ed entro nella vasca ridendo, ansiosa di farmi vedere. Col ginocchio sfioro i tuoi glutei e sento che hai i boxer. Non capisco.</p>
<p style="text-align: justify;">Un attimo dopo ti alzi, il tuo corpo perfetto emerge dall&#8217;acqua e allora noto un paio di calzoncini elastici argentati che lasciano intuire la tua virilità. Non dici niente.<br />
- Non resisto-, penso. <br />
Senza parlare spingi l&#8217;interruttore sul muro vicino alla vasca; il soffitto comincia ad aprirsi lentamente, come il tetto della tua SL cabrio, la strana luce diventa un bagliore accecante che inonda il bagno. Sono senza parole. Guardo in su, prendi la mia mano e dolcemente mi trascini verso l&#8217;alto. Un mulinello ci risucchia e mi sento come in un tunnel delle montagne russe, senza fiato. Appena riesco ad aprire gli occhi, mi trovo in un grande salotto rotondo, completamente circondato da finestre. Stordita, tiro su il braccio per coprirmi le tette, ma mi accorgo di essere osservata da altre donne, nude come me, con un perizoma d&#8217;argento e da molti uomini, alti e perfetti come te, con calzoncini come i tuoi. Sono tutti uguali, sorridenti; le donne mi somigliano tutte. Curate, siliconate, vistose.</p>
<p style="text-align: justify;">Provo ad orientarmi, ti cerco ma mi sento confusa, ho la gola secca e non capisco più nulla. Brividi di freddo lungo la schiena, occhi sbarrati. <br />
- Ma che… &#8211; provo a dire.<br />
Mi interrompi.<br />
- Era tempo che ti portassi tra noi, ti ho cercata a lungo, come tutte le altre, osservando ogni minimo particolare fisico, ho imparato a vivere nella tua realtà per realizzare l&#8217;ambizione della mia gente. Ora che siamo abbastanza, possiamo finalmente iniziare a popolare il mondo  regalandogli la perfezione, una razza omologata, forte, splendida, un ponte tra terra e universo,  proprio come noi.</p>
<p>Intanto la scala sul cielo si chiude e il tetto del tuo attico scompare piano piano. Il salotto volante si alza lentamente nel cielo scuro. Faccio in tempo a guardare giù da una delle finestre, riconosco la mia spider rossa e, ancora attonita, comincio a ridere sfrenatamente facendo rimbombare tutta la stanza.</p>
<p style="text-align: justify;">- Sono stata scelta da esseri perfetti, senza nemmeno faticare, per un progetto galattico!</p>
<p style="text-align: justify;">Sento mani che mi sfiorano, tocco qua e là e capisco che tutti, qui, sono super dotati e che potrò godere fino allo stremo. La luce è soffusa, adesso. Il mio corpo lucido è preda della loro ferocia sessuale, che accolgo spalancando le gambe, felice.<br />
- E&#8217; per una giusta causa &#8211; penso.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo per un istante mi chiedo se mai potrò tornare giù, ai miei rossetti e ai tacchi 12, poi qualcuno mi gira sulla pancia e non sento più nulla, solo estasi e pura gioia.</p>
<p>Ora più che mai so che niente è meglio di noi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fantareale.it/?feed=rss2&amp;p=3003</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sciolti</title>
		<link>http://www.fantareale.it/?p=3000</link>
		<comments>http://www.fantareale.it/?p=3000#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 07:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fantareale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lorenzo Abussi]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Omero]]></category>
		<category><![CDATA[fantareale]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantareale.it/?p=3000</guid>
		<description><![CDATA[C&#8217;era gente per strada. C&#8217;era gente che si squagliava sull&#8217;asfalto e si liquefaceva disperdendosi in mille sassolini catramosi. Li vedevo camminare sotto il sole e piano piano sciogliersi. Colavano. La pelle si scollava dal corpo come quella dei morti di Hiroshima. Avevo addosso un appiccicosa sensazione di schifo e orrore. Due vecchie signore si trovavano dall’altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3001" style="margin: 10px;" title="liquefatto" src="http://www.fantareale.it/wp-content/uploads/2010/07/liquefatto.jpg" alt="liquefatto" width="124" height="93" />C&#8217;era gente per strada. C&#8217;era gente che si squagliava sull&#8217;asfalto e si liquefaceva disperdendosi in mille sassolini catramosi. Li vedevo camminare sotto il sole e piano piano sciogliersi. Colavano. La pelle si scollava dal corpo come quella dei morti di Hiroshima. Avevo addosso un appiccicosa sensazione di schifo e orrore. Due vecchie signore si trovavano dall’altro lato della strada e parlottavano tra loro, truccate a festa e armate delle loro buste della spesa. Avevano iniziato a colare dalle mani. Le dita si scioglievano gocciolando dentro le buste di plastica. Uno, due, e tre. Al terzo passo le buste sono rimaste a terra circondate dai vestiti delle vecchie, e niente più. Tutto intorno solo un liquido denso di persone sciolte. Le ex proprietarie di quegli indumenti erano andate. Sciolte sotto il sole nel bel mezzo di un incrocio. Camminavo sotto l&#8217;ombra dei palazzi per non incorrere in quello stesso destino mentre raggiungevo la fermata dell’autobus. Aspettavo il quattro e novantotto per tornare a casa, due ragazze erano al mio fianco, poi si sono spostate al sole per parlare tra loro e non farsi sentire, in pochi minuti sono sparite. Indossavano dei pantaloni corti, di quelli con gli elastici al ginocchio, è da lì che è iniziata la loro liquefazione. Si sono sciolte poco a poco dentro le scarpe. Le cosce si sono aperte e fuse, tutto il tronco è colato dentro il reggiseno, nelle mutande, giù giù fino a raggiungere l&#8217;asfalto. Non hanno gridato, non hanno sentito dolore. Sono rimaste lì a chiacchierare dei fatti loro fino alla totale trasformazione dallo stato solido al liquido. I loro vestiti hanno galleggiato un po’ sull&#8217;enorme pozzanghera formata dalle due ragazze, fino a che non sono definitivamente evaporate. Con lo sguardo seguivo i fumi dell’evaporazione, davanti a me c’era un signore sotto il sole che mi stava chiedendo qualcosa. Aveva un cappotto nero, di quelli pesanti da pioggia, un cappello nero a falde larghe e degli enormi occhiali scuri.</p>
<p>- Scusi, ferma qui il quattro e novantotto? - mi chiese.</p>
<p style="text-align: justify;">Feci in tempo a dirgli che l’autobus era in ritardo, le sue guance stavano iniziando a cedere. Da sotto la falda del cappello vedevo grumi di capelli e pelle colare giù per gli zigomi.</p>
<p>- Si sente bene? - gli chiesi.</p>
<p>Il mio stomaco ebbe una feroce contrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">- Sì, certo che mi sento bene giovanotto! Le ho solo chiesto se l’autobus passa di qua, mica di farmi una visita medica. &#8211; mi rispose.</p>
<p style="text-align: justify;">Il signore stizzito mi urlò contro qualcosa, stava per farsi avanti e mettermi le mani addosso quando mi accorsi che le mani non le aveva più. Le dita sembravano le candele votive degli altari, di quelle mezze consumate dove si vede lo stoppino tutto nero e la cera colata intorno. Le ossicine delle mani biancheggiavano tra la carne che si squagliava, mano a mano che colava, le ossa cadevano per terra, sciogliendosi pure loro. Per la paura che potesse solo toccarmi, mi feci ancora più sotto al palazzo ficcandomi nell’ombra salvatrice. Sparì anche lui, in meno di un minuto, senza emettere un fiato di dolore, ma maledicendomi fino alla sua totale evaporazione. Le persone si stavano squagliando, tutte. Prima le vecchie, poi le ragazze e adesso questo signore. Anche gli animali iniziavano a fondere, ho visto un paio di gatti gocciolare giù da una panchina, un cane insieme al suo padrone sciogliersi mentre facevano la loro passeggiata. Si scioglievano anche le persone dentro le automobili e dentro i mezzi pubblici e nelle case. Vedevo colonne di vapore uscire dai finestrini delle vetture e sbuffi di fumo bianco venire espulsi dai motori dei condizionatori dei palazzi. Restare in quel cono d’ombra mi avrebbe salvato, ma il sole continuava a salire e l’ombra ad assottigliarsi. I minuti passavano, le persone si squagliavano e io non sapevo cosa fare. Camminai sotto l’ombra fino a raggiungere il lato estremo del marciapiede, volevo arrivare al sottopassaggio della metropolitana, al buio sarei stato salvo. Potevo correre fino al palazzo successivo, poi sotto la pensilina dell’edicola e raggiungere il sottopassaggio, ma se mi esponevo al sole, mi sarei sciolto. Sarei diventato una pozzetta umida di essere umano circondato dai propri vestiti.</p>
<p>Ad un tratto mi accorsi di una sensazione di umido alle spalle. Il cuore stava per impazzire, iniziavo a sciogliermi anch&#8217;io! Tolsi la maglietta, con la mano sinistra tastai la spalla per sentire se era ancora tutta intera. Non c’erano buchi o pezzi mancanti. Mi girai per capire di cosa mi stavo bagnando: era il palazzo. Le costruzioni iniziavano a sciogliersi, più lentamente delle persone, ma si stavano comunque sciogliendo. L’intonaco colava dalle pareti come una cascata marrone, il flusso era talmente abbondante da bagnarmi completamente le scarpe. Avevo anche i calzini inzuppati. I palazzi si stavano liquefacendo come ghiaccioli lasciati al sole. Colavano dagli attici ai seminterrati, sempre più giù. Per strada iniziarono ad aprirsi delle voragini sempre più grandi che inghiottivano le macchine parcheggiate, gli autobus vuoti fermi in mezzo alla  strada, poi tutto il resto : gli alberi, le panchine, i semafori, le ringhiere degli spartitraffico. Le buche si formavano sulla strada senza un ordine logico, anche vicine. Quella più grande poi, inghiottiva la più piccola. Iniziavano tutte alla stessa maniera: l’asfalto ribolliva scoppiettando come un popcorn, poi la buca si apriva. Una bocca catramosa squarciava la strada. I lembi faticavano a staccarsi, una bava collosa nero pece si tendeva tra le due estremità, fino a strapparsi d’un colpo lanciando nell’aria pezzetti di bitume caldo. Si dilatavano con una esasperante lentezza, ingoiando tutto quello che trovavano nel loro cammino. Una buca si era aperta davanti a me, il suo diametro frastagliato si ingrandiva sempre più. Le vie di fuga stavano diminuendo. Un pensiero d’improvviso mi assaliva: starà accadendo solo qui? Presi il telefono e iniziai a chiamare tutti i numeri della mia rubrica: mia madre, mia moglie, i colleghi, mia figlia dall’altra parte del mondo. Provai a chiamare anche mio fratello, erano anni che non lo sentivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna risposta, forse erano stati meno fortunati di me, fusi sotto il sole o inghiottiti da qualche liquida voragine. Il mondo si stava squagliando. In una decina di minuti sparirono i palazzi davanti a me lasciando spazio al niente. Dietro quei palazzi, dovevano esserci altri palazzi, strade, poi colline, alberi, invece niente, spariti anche loro. Tutto. Del mondo così come lo conoscevo era rimasto solo un desolato spazio bianco e questo ridicolo spicchio d’ombra dove mi sono rifugiato. Erano sparite colline, montagne, laghi, mare. Tutto bianco, un immenso foglio di carta immacolato. Anche i rumori, non c’erano più. La disgregazione delle cose e delle persone, avveniva senza alcun suono o rumore, senza grida e senza sofferenza. Ero solo in un mondo che stava scomparendo. Il sole saliva rapido verso mezzogiorno e il confine di quell’ombra che fino ad ora mi aveva salvato, arretrava di minuto in minuto. Non mi resta allora che sedermi qui ed aspettare la mia fine. Fumerò la mia ultima sigaretta fischiettando “Love is in the air”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fantareale.it/?feed=rss2&amp;p=3000</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il sordofono</title>
		<link>http://www.fantareale.it/?p=2970</link>
		<comments>http://www.fantareale.it/?p=2970#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 08:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fantareale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pietro Foglietti]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Omero]]></category>
		<category><![CDATA[animalario]]></category>
		<category><![CDATA[fantareale]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantareale.it/?p=2970</guid>
		<description><![CDATA[È un vecchio animale che risponde ai citofoni della città. Però è nato sordo e fa fare brutte figure ai padroni di casa. Non sente mai gli ospiti suonare e così si devono alzare sempre gli altri per aprire. Tutti lo insultano per questo, ma lui non si fa tanti problemi: non li sente.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2971" title="sordofono" src="http://www.fantareale.it/wp-content/uploads/2010/06/sordofono.jpg" alt="sordofono" width="101" height="131" />È un vecchio animale che risponde ai citofoni della città. Però è nato sordo e fa fare brutte figure ai padroni di casa. Non sente mai gli ospiti suonare e così si devono alzare sempre gli altri per aprire. Tutti lo insultano per questo, ma lui non si fa tanti problemi: non li sente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fantareale.it/?feed=rss2&amp;p=2970</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fantareale Slam REMIX</title>
		<link>http://www.fantareale.it/?p=2974</link>
		<comments>http://www.fantareale.it/?p=2974#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 05:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fantareale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lucia Pappalardo]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Omero]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[fantareale]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[slam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantareale.it/?p=2974</guid>
		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/W4IOPyaiH-E" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/W4IOPyaiH-E"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fantareale.it/?feed=rss2&amp;p=2974</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una notte intera a suonare la chitarra elettrica</title>
		<link>http://www.fantareale.it/?p=2966</link>
		<comments>http://www.fantareale.it/?p=2966#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 08:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fantareale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Livia Pacella]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Omero]]></category>
		<category><![CDATA[animalario]]></category>
		<category><![CDATA[fantareale]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantareale.it/?p=2966</guid>
		<description><![CDATA[Ero sola a casa e avevo finito di cenare. Fuori era buio. Ho sparecchiato e lavato i piatti. Poi mi sono messa letto. Non riuscivo a dormire. Ho acceso la luce sul comodino ma non prendevo sonno. Sentivo degli strani rumori venire da fuori. Come il raspare di un animale. Ho chiuso tutte le finestre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2967" style="margin: 10px;" title="chitarra elettrica" src="http://www.fantareale.it/wp-content/uploads/2010/06/chitarra-elettrica.jpg" alt="chitarra elettrica" width="124" height="93" />Ero sola a casa e avevo finito di cenare. Fuori era buio. Ho sparecchiato e lavato i piatti. Poi mi sono messa letto. Non riuscivo a dormire. Ho acceso la luce sul comodino ma non prendevo sonno. Sentivo degli strani rumori venire da fuori. Come il raspare di un animale. Ho chiuso tutte le finestre e le persiane e sono corsa a letto trattenendo il respiro. La porta della stanza si stava aprendo e sentivo un tintinnio di unghie che graffiavano il pavimento. L’animale era lì davanti a me che mi fissava: aveva gli occhi verdi, grandi e lucidi, le orecchie appuntite, i denti lunghi e affilati di colore giallastro, il pelo nero e zampette da coniglio. Era grande quanto un cane. Non si muoveva. Mi guardava come se mi avesse conosciuto da una vita. Aveva cominciato persino a parlare. Però era permaloso e anche offensivo. Mi insultava, era un mostriciattolo che sapeva parlare ed era maligno. Non potevo farmi trattare così da una specie di volpe-cane-coniglio. Mi sono stancata. Ho cominciato a suonare la chitarra elettrica. Lo facevo sempre quando ero nervosa, quando non volevo più sentire nessuno. Mi sono sentita graffiare la schiena. Mi sono girata e quel mostriciattolo mi supplicava di smettere, gli dava fastidio il suono della chitarra elettrica. Allora ho smesso e non mi ha neanche ringraziato. Ha cominciato ad arrampicarsi sui mobili e a strappare le coperte, a staccare i poster dalle pareti, a tirare contro il muro le mie cose. Ho preso la chitarra e ho ricominciato a suonare. Si è fermato per un istante, ma io ero furiosa e continuavo a suonare. Suonavo più forte che potevo e ho cominciato a urlare, finché non mi sono calmata e ho smesso. Mi sono guardata attorno e c’era la finestra aperta. Lui stava lì che mi guardava. Così ho ricominciato a suonare e lui con un salto balzò giù dalla finestra. Il vento entrava e mi soffiava sulla faccia. Da dove era venuto quel mostriciattolo, come faceva a sapere tutto di me? Non l’ho più rivisto e anche la chitarra elettrica non l’ho più suonata.  </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fantareale.it/?feed=rss2&amp;p=2966</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
