State attenti che con l’ora legale l’Uollo è parecchio nervoso e quello che vi butta in testa dall’alto non è proprio acqua fresca…
Qualche volta mi capita di rimanere incastrato con i piedi mentre volo in una nuvola, eppure sono un uccello a tutti gli effetti, nel senso che le ali per volare c’è l’ho, semmai non ho le zampe ma per il volo non è determinante avere zampe o piedi. Penso che mi passerà, il medico mi ha detto che è questione di dinamica. Intanto mi curo le piume e non smetto di volare perché non è che mi manca la partenza quella c’è e bene pure, il problema nasce quando mi trovo ad alta quota, dove la parte umana che è in me soggioga quella pennuta. L’inghippo sta nell’alluce che diviene valgo scombinandomi la sospensione in volo: l’avampiede s’allarga a ventaglio facendo resistenza alle ali, in più la protuberanza dell’osso sporge a tal punto da deviare il moto, non più rettilineo. Così perdo quota. Accade, seppur raramente, di volare in mancanza di vento allora m’incastro senza volerlo nella prima nuvola che mi capita, lì tra le nubi resto bonaccione; ma quando soffia il vento, e succede il più delle volte, cado in picchiata. A bassa quota avverto un attrito che modifica il mio carattere, m’incattivisco come una bestia. Violento, mi scaglio su chi mi capita di sotto: sempre e solo teste. Senza volerlo mi viene da scherzarci sopra: sputo, piscio e se proprio mi è simpatico ci vado pure di corpo. Quando non ne possono più alzano la testa allora ci do un ultimo spruzzo, un residuo messo da parte, che riverso al momento opportuno solo per farmi conoscere.
“Appartiene a Uollo, è roba buona”, gli dico attutendo la caduta. Nel vedermi cadere gli uomini reagiscono gridando: “Attenti a Uollo!”, e m’invitano pure, “Scendi Uollo, se ti prendo Uollo ti faccio un culo così”; ma allora, chissà perché, l’alluce non è più valgo e le ali prendono quota alla ricerca di uno smemorato. Gli uccelli, quelli che oltre alle ali hanno anche le zampe, invece non mi danno una mano né nell’acchiappare una nuvola né nell’attutire la caduta sull’asfalto, figurarsi poi nello sfracassare l’uomo. Mah, sarà questione di dinamismo.