
‘NON RICORDO NULLA DOPO 30 SECONDI’
La mia (?) casa è disseminata di questi cazzo di bigliettini, forse perché devo ricordarmi di questa cosa? Allora forse è per questo che sto scrivendo, per esercitarmi? Forse sì, o forse quella donna seduta su quel divano con le lacrime agli occhi ne sa qualcosa, forse li ha messi lei i bigliettini. Ricordo cose della mia infanzia, della mia adolescenza del cazzo, dei furtarelli, della cocaina e molte belle fiche, ma del resto forse è vero che non ricordo nulla.
Cos’è questo foglio bianco? Perché ho la penna mano?
‘NON RICORDO NULLA DOPO 30 SECONDI’.
Ecco, forse è vero, rileggendo devo ammettere che non ricordo di aver scritto queste cose e nemmeno di quella donna che piange disperata ogni volta che mi guarda. Forse è mia madre? O la mia ragazza? Sì, è possibile, è giovane e ricordo benissimo che a me piacevano le ragazzine, quelle in odor di mestruazioni, quante ne ho scopate, dio mio. Ne ricordo benissimo una che non voleva farlo da dietro perché diceva che ancora non le erano venute le mestruazioni. Dal culo? Capito? Le mestruazioni dal culo.
‘NON RICORDO NULLA DOPO TRENTA SECONDI’.
Allora, sì, ricordo le fiche, la cosa delle mestruazioni, ma la donna del divano ora non c’è più, credo sia nell’altra stanza, qui a fianco al salotto dove c’è la televisione accesa ‘Come viene chiamato comunemente il telefono senza fili?’ Chiede il presentatore, questa la so: Cordless. ‘Cordeless’ fa la tipa che vince 3.000 euro. Euro? Cosa sono? Questo non lo ricordo, io compravo la coca in Lire, tante mila lire.
‘NON RICORDO NULLA DOPO TRENTA SECONDI’
Posso rileggere solo questa prima frase, perché ora una donna si avvicina a me, è vestita in jeans e felpa larga. Ha il viso gonfio come se l’avessero pestata a mazzate, e piange. Non so chi sia, non so cosa vuole da me, ma ha un coltello in mano. Cosa ci faccio qui? Cosa devo fare? Lo sta alzando e farnetica delle frasi tipo: ‘Perché? Ivan…io…non ce la faccio più a vederti così, cazzo, perché non ti sei fatto gli affari tuoi quella sera? Con quella…gentaccia..’ singhiozza lei.
‘NON RICORDO NULLA DOPO TRENTA SECONDI’.
Chi cazzo è questa? Mi chiedo dopo aver letto questa frase su un foglio davanti a me, vuole ammazzarmi, la troia, cazzo. Mi alzo e cerco di scappare, lei m’insegue, con un grande coltello in mano, porca Eva. Corro per questa stanza stretta e lei dietro di me. Un tonfo e un urlo secco mi fanno voltare. Mio dio.
Ma chi è questa? Deve sentirsi poco bene, ha un bordello di sangue che le esce dalla tempia, deve aver sbattuto a questo tavolinetto di marmo, che è sporco di sangue infatti, forse è meglio chiamare un ambulanza. Mi avvicino al telefono faccio il 112 e attendo.
‘NON RICORDO NULLA DOPO TRENTA SECONDI’
Cosa vuol dire questo foglietto? E perché ho la cornetta in mano? ‘Pronto, 112, mi dica’ Fa la voce dall’altra parte. ‘Sì?’ faccio io mentre mi guardo in giro e vedo una donna sdraiata vicino a un tavolinetto, muove le braccia lentamente, piena di sangue. ‘C’è una donna che si sente male, ha molto sangue alla testa, ma non so chi sia, e dove sia, può aiutarmi?’ ‘Se ha tempo da perdere faccia qualche altra cosa, invece di fare scherzi per telefono.’ Ha riattaccato. Esco di casa. Forse sono al quinto piano, ma perché? Sul campanello c’è scritto ‘Gioa-Solina’. Suono, nessuno mi apre. Riprovo e riprovo.
Perché sono davanti a questa porta? Forse dovrei provare a suonare, schiaccio il pulsante, nessuna risposta.