Nightwing, nightwing, anche il tuo nome è idiota, ormai.
E non è per gelosia, lo sai, che io prendo le armi contro di te. Non è perché sei giovane, forte, elegante, e in grado di proteggere Gotham meglio di quanto non lo possa fare io, con il mio vecchio costume da pipistrello.
Non è così, sebbene il mio maggiordomo, che ora con il volto un po’ disgustato, mi mostra le nuove armi, giù nel garage che conosci così bene, là dove noi due…che conosci così bene.
E mi mostra, disgustato, le armi per battervi, voi Outsiders. Non è che lo faccia volentieri, credimi: non mi piace prendere le armi contro degli altri supereroi, dediti alla tutela del bene contro il male che imperversa, offuscando le notti, qui a Gotham city; quelle notti sulle quali, un tempo meraviglioso e ormai andato, vegliava nel cielo nero l’emblema luminoso del mio pipistrello.
Non le prendo volentieri, le armi contro di voi.
Ma Robin, oh, Robin, perché mi hai abbandonato, mio piccolo Robin? Non eri felice, dunque, quando ti coprivo tutto con il mio mantello nero, e sentivo il tuo volto timido e impaurito contro il mio costume grigio, contro il mio petto vigoroso?
Perché hai pensato di abbandonarmi, per andare con gli Outsiders?
Non eri felice, dunque, quando, avvolto nel mio enorme mantello nero, poi, scendevi giù, con la tua giovane testa dai capelli neri, scendevi giù al mio addome scolpito, e sempre avvolto dal mio mantello, perché nessuno potesse vedere, ragazzino, andavi alla ricerca della mia rigida virilità, e meravigliosamente la sollecitavi, e io …
… e io, non Gotham, non il suo avvenire, non il trionfo del bene sul male, non il nascondermi da chi mi voleva smascherare, non Joker, mio eterno rivale, avevo in mente, ma te, te, te, te.
“Prepara la bat-mobile” dico al mio maggiordomo. “Armala come ti ho detto.”