L’INTERVISTATORE
Dev’essere davvero una sensazione grandiosa, Bobby, terminare la carriera in questo modo, raggiungere quell’apice che anni fa poteva essere soltanto un sogno, tu che sei cresciuto senza un modello di comportamento, senza una scuola di lusso, con una racchetta presa a prestito a cui era rimasto appiccicato l’odore di un’altra persona, per te deve essere una specie di vendetta, un’affermazione, vincere finalmente la partita più importante, quella che per tutti questi anni, e nei modi più diversi, prima d’ora ti era sempre sfuggita, giocare davanti alla Regina, al Re, al Fante e all’Asso, tu che sei cresciuto senza una bionda sulla Buick, una ragazza con gambe lunghe e abbronzate che sedesse con te sul dondolo nel portico, tu che sei venuto dal nulla per vincere quella partita che tutti dicevano non avresti mai vinto, gli scettici e i dubbiosi, i sapientoni, quei furbastri dai corpi sgraziati, come dev’essere dolce raggiungere finalmente il traguardo, quante delusioni, quante amarezze, tu che sei cresciuto senza basette o un santone personale, senza mai capire cosa fosse il rock and roll, piccolo e senza fiato, ma deciso a emergere, è come se tu fossi stato immortalao nella definitiva rivincita, tu che sei cresciuto senza una mamma con i mocassini, che hai trovato una racchetta tra le felci e te la sei portata a letto, ossessionato, depresso, un ragazzo senza la sua ragazza sulla Buick azzurra, dev’essere una sorta di trasformazione, una ragazza bionda senza corpo abbronzato che risplende sotto la luna, poter finalmente rispondere a chi ti criticava, a chi negava le tue qualità, ai progeti di sventura, ai pessimisti, ai nichilisti e ai realisti, giocando davanti alla Regina Madre, al Padre Gay e alle Mogli Maltrattate, su dicci che cosa si prova, tu che sei cresciuto senza aver fatto un anno di scuola all’estero, quanti fallimenti, quanta tristezza, non vediamo l’ora di ascoltarlo dalla tua voce, dev’essere una specie di permutazione, una concatenazione, per te che sei cresciuto senza una ragazza in un campo dorato, una bionda sotto il sole, con un abito estivo, che si lascia toccare da te, che non ti allontana la mano, che sussurra timida nella notte, crescere senza un ponte coperto vicino a casa, che sensazione fantastica dev’essere raggiungere l’emozione più grande nell’ultimo giorno della tua vita, conoscere la perfezione del corpo proprio mentre la tua pelle perde il calore e l’energia e i capelli le unghie, e ora siamo tutti qui, racchiusi nel tuo abbraccio, tu sei la cultura che ci contiene tutti, il tempo sta per scadere, quindi presto, parla, non c’è quasi più tempo, raccontaci…