Un distinto signore sulla settantina si rivolge, con cortesia, al giovane farmacista intento a sistemare il bancone:
- Vorrei del veleno. Se possibile molto forte.
Il giovane farmacista lo guarda interdetto.
- Scusi, come ha detto?
- Ha sentito bene. Vorrei del veleno.
- Mi perdoni, ma noi non vendiamo del veleno qualsiasi.
Il distinto signore rimane in silenzio. Il giovane farmacista allunga di scatto la mano in segno di sfida.
-Mi dia subito la ricetta.
- Non pensavo ci fosse bisogno della ricetta.
- Mi perdoni, ma a cosa le serve?
- E’ per mia moglie.
Il giovane farmacista si ferma per un attimo.
- Mi perdoni?
- Sì, mi serve per uccidere mia moglie.
- Ah, capisco e per quale motivo?
Il distinto signore, per nulla imbarazzato, gli risponde.
- Sono semplicemente stufo.
Il giovane farmacista si allontana e, subito dopo, ritorna al bancone con una scatolina in mano, il distinto signore lo guarda e poi esclama:
- Veleno? Immagino.
- No, si tratta di sonniferi.
- Mia moglie dorme benissimo.
- Semplicemente penso che le convenga usare dei sonniferi.
- Per quale motivo, mi scusi?
- Potrà sempre dire che si è trattato di un suicidio.
- Grazie, accetto con piacere il suo consiglio.
- Faccio solo il mio lavoro.
- E lo fa bene.
Il giovane farmacista guarda fisso negli occhi il distinto signore e subito esclama:
- Schiacci almeno dieci pasticche, poi le metta in un bel frullato.
- Mia moglie non beve il frullato.
- Allora, le metta nel caffè.
- Mia moglie non beve il caffè.
- Allora, le metta nel succo di frutta.
- Mia moglie non beve il succo di frutta.
- Allora, gliele metta direttamente in bocca.
- Tritate o intere?
- Intere, ovviamente.
- Ma in questo modo si strozzerà.
- Mi perdoni, questo è semplicemente il mio consiglio, non sono certo io che devo uccidere mia moglie, lei è già morta.
Il distinto signore, compiaciuto, esclama:
- L’ha uccisa? Immagino.
- No, è morta d’infarto.
- Così giovane, mi dispiace.
- Aveva 79 anni.
- Sposata per soldi? Immagino.
Il giovane farmacista, leggermente risentito, esclama:
- Ma come si permette!
Il distinto signore si guarda attorno con calma e asserisce:
- A proposito, complimenti per la farmacia, è sua?
- Ora, sì.
- Ancora, complimenti vivissimi.
Il distinto signore allunga la mano ma la ritrae in fretta. Un attimo di silenzio e subito il giovane farmacista aggiunge:
- C’è da dire che ora la mattina devo prepararmi la colazione, da solo.
- Ah però.
- C’è da dire che ora devo prepararmi anche il pranzo, da solo.
- Ah però.
- C’è da dire che ora devo preparami anche la cena, da solo.
- Ah però.
- C’è da dire che ora devo farmi anche le pulizie, da solo.
- Ah però.
- C’è da dire che ora devo anche stirare, da solo.
- Ah però.
- C’è da dire che ora devo anche provvedere ad altro, da solo.
- Ah però.
- C’è da dire che ora devo pensare anche ai miei tre figli, da solo.
- Ah però.
- Qui, quo, qua.
- Come dice?
- Qui, quo, qua; si chiamano qui, quo, qua.
- Qui quo qua?
- E mia moglie non sta qua.
- Non sta qui con qua, quo, qui.
- Cambiato idea, immagino?
Il distinto signore, senza nemmeno rispondere, riprende il discorso appena interrotto:
- Quindi metto le pasticche, ovviamente intere, nella bocca di mia moglie, una alla volta?
- Se preferisce le può inserire anche tutte insieme.
Il distinto signore riprende a parlare:
- Quindi le divarico la bocca e le metto dentro i sonniferi, tutti insieme.
Il giovane farmacista esclama in modo professionale:
- Cerchi, ovviamente, di farglieli schiacciare con i denti in parti molto piccole, s’intende per l’assorbimento.
- Proverà dolore?
- Mi perdoni, sono semplicemente sonniferi.
Il distinto signore continua il suo discorso:
- In effetti mi chiedevo se mentre le tengo la bocca aperta e le infilo le pasticche, tutte insieme, e poi gliele faccio schiacciare, forte con i denti, premendo sulla testa e sotto il mento, lei sentirà del dolore?
- Non credo che importi.
- Sa, sono solamente stufo, non arrabbiato.
- Capisco.
- Siamo sposati solo da un anno ma viviamo in un interno semplicemente molto stretto.
I due interlocutori per un istante si guardano senza parlare e subito dopo il giovane farmacista esclama:
- Comunque penso sia meglio frullare tutto.
- Abbiamo solo un tritacarne.
- Allora, non resta altra possibilità che aprirle la bocca e farle masticare tutte le pasticche con forza.
- Per cortesia, mi dica almeno come posso spalancarle la bocca senza farla soffrire.
- Con le mani, delicatamente.
- Sgradevole.
- Usi una mano per aprirle la cavità orale e con l’altra le copra gli occhi.
- Non credo di esserne capace.
Il giovane farmacista interviene subito:
- Allora, prenda un divaricatore.
- Prenderò sicuramente un divaricatore.
- Buon per lei.
- Quanto costa?
Il giovane farmacista, senza esitare, risponde:
- Non vendiamo divaricatori.
Il distinto signore riprende il discorso ancora una volta interrotto:
- Insomma, quanto tempo ci metterà a morire mia moglie?
Il giovane farmacista subito risponde:
- Dieci, forse dodici ore.
Il distinto signore stupito, esclama:
- Quanto tempo ha detto?
- Dieci, al massimo dodici ore.
- Chi tempo non ha non aspetti il tempo che ha.
Il giovane farmacista si ferma per un attimo a riflettere e poi afferma:
- Le spari.
Il distinto signore risponde indignato:
- Sono obiettore.
- La strangoli.
- Non sono abbastanza forte.
- La impicchi.
- E’ alquanto pesante non penso che il soffitto reggerebbe.
- Accenda il gas.
- Non mi sembra giusto consumare energia.
- Chi energia non ha non sprechi energia.
Il distinto signore senza esitare:
- Va bene, mi dia i sonniferi.
- Ben detto.
- Quanto pago?
Il giovane farmacista porge distrattamente al distinto signore il pacchetto di sonniferi e aggiunge con un modesto sorriso tra le labbra:
- Nulla.
Il distinto signore compiaciuto:
- Non se ne trova più di gente come lei oggigiorno, la ringrazio vivamente.
Sta per voltarsi e uscire dalla vecchia farmacia quando si accorge che il giovane farmacista è sul punto di telefonare ed esclama leggermente alterato:
- Mi perdoni, cosa sta facendo?
Il giovane farmacista serenamente risponde:
- Ovviamente, chiamo la polizia.
- Metta giù il telefono o mi costringerà a uccidere anche lei.
Il giovane farmacista, senza battere ciglio, gli risponde:
- In questo caso le servirà un altro pacco di sonniferi.
Poi apre di scatto un cassetto sotto il bancone e di colpo, allungando il braccio verso il distinto signore, dice:
- Eccoli.
Il distinto signore chiede:
- E questi quanto costano?
- Venticinque sterline.
Il giovane farmacista e il distinto signore si guardano per un attimo senza proferire parola.
Poi il distinto signore asserisce:
- La rispetto ed è per questo che la lascerò vivere.
Il giovane farmacista aggiunge:
- La rispetto anche io ed è per questo che la lascerò andare.
Entrambi, stingendosi la mano, esclamano:
- Che caro!
- Che caro!
Il distinto signore saluta con cortesia il giovane farmacista, già intento a sistemare i farmaci sul bancone e, con la sua scatolina in mano, esce dal negozio per fare ritorno a casa.