inventore

La prima cosa che ho inventato è stata la lampadina invertita.

A vederla era esattamente uguale alle normali lampadine che si usano quotidianamente, ma a differenza di queste ultime la mia proiettava raggi d’ombra anziché luce.

L’ho sistemata accanto al mio letto, ma quando la sera mi sono sono coricato e ho iniziato a sfogliare il libro che tenevo sul comodino, non sono riuscito a leggere nulla. Il cono d’ombra che si proiettava dalla lampada era talmente fitto che non riuscivo a vedere nemmeno le mie mani quando, preso dall’abitudine, accostavo il libro a essa.

La mattina dopo l’ho riposta via, non avendo chiuso occhio per tutta la notte. Io se non leggo qualche riga, non riesco ad addormentarmi.

Un giorno, guardandomi allo specchio, mi sono accorto dei miei capelli sempre più radi. Allora ho deciso di inventare una pomata contro la caduta dei capelli.

L’ho provata e i capelli in effetti hanno smesso di cadere. Rimanevano sospesi a mezz’aria formando delle soffici nuvolette di peli che giravano intorno alla mia testa come gli anelli di Saturno.

Amareggiato, l’ho gettata via nel giardino posto nel retro della mia casa.

Il giorno dopo un anello di erba circondava l’intero stabile. Gli altri condomini hanno chiamato il parroco della zona per un esorcismo. Non ho avuto il coraggio di raccontare loro la verità, e mi sono unito a loro nelle orazioni liturgiche.

Quando ho inventato la vernice mimetica invece, ero convinto di aver trovato finalmente la giusta via per mettere a frutto la mia passione. Bastava darne una passata a un qualunque oggetto, e questo si mimetizzava con l’ambiente circostante.

Già pregustavo il momento in cui avrei ricevuto tra le mie mani il premio Nobel.

Era perfetta.

Troppo, in effetti.

Non l’ho più trovata.

Probabilmente è ancora dentro casa, mimetizzata chissà dove.

Dopo una forte delusione d’amore invece, ho inventato la Massaia gonfiabile.

Anche di questa invenzione ero estremamente orgoglioso.

Puliva e rammendava come nessuno al mondo, e sapeva cucinare piatti prelibati con qualunque alimento. Mi accontentava in tutto e per tutto, era sempre premurosa e piena di attenzioni nei miei confronti. In quanto a prestazioni sessuali poi, non era seconda a nessuna.

Fino a che non ha cominciato a farmi scenate di gelosia quando ho ripreso a frequentare donne in carne ed ossa.

Una volta, rientrato a casa molto tardi dopo una serata con gli amici, mi ha preso a randellate con il matterello.

Ho passato un mese in ospedale.

Quando sono tornato a casa lei era lì ad aspettarmi. Mi ha fatto un sacco di feste.

Ho trovato la casa che splendeva come cristallo, tutto era perfettamente pulito e in ordine, non c’era un granello di polvere a cercarlo con il microscopio. Per l’occasione tra l’altro aveva preparato una cena da gran gourmet, e la notte poi è stata indimenticabile.

La mattina dopo però, di buon mattino, mi sono preso la rivincita.

Con uno spillone da balia l’ho forata. Sono rimasto a guardarla mentre si sgonfiava, con una soddisfazione che affogava nel sadismo più sfrenato. L’ho messa via, riposta in un angolo dell’armadio, ripromettendomi di migliorarla in futuro. L’ho dimenticata lì e non ci ho più pensato.

Finché un giorno non è venuta a cercarmi la polizia.

Non so come, la bambola si era rammendata il buco e gonfiata di nuovo. Da sola. Aveva preso il telefono e mi aveva denunciato per sequestro di persona.

Spiegare ai poliziotti che si era trattato di uno stupido scherzo non è stato facile. Hanno messo a soqquadro la mia casa, ma per fortuna non hanno trovato nulla che potesse avvalorare quelle false accuse.

Da allora però ho smesso con le invenzioni. Valutando i pro e i contro, mi sono reso conto che da esse non ho mai ricavato un granché.

Ad esser sinceri, ultimamente ho rotto il digiuno. Ho avuto un’idea geniale, che ho deciso di realizzare, giurando a me stesso che sarebbe stata davvero l’ultima

Ho costruito un altro me stesso, perfettamente uguale a me, in grado di sostituirmi in tutto e per tutto.

Il problema è che, adesso, non ricordo più chi dei due ha inventato l’altro.