horror1Ho sempre voluto scrivere la sceneggiatura di un film horror ma non l’ho mai fatto. Il problema è che non ho l’idea. Non so trovare lo spunto. Per questo ho deciso di aprire i crani alle persone. Mi sono detto: cazzo Alfonso se nel tuo encefalo non ci sono idee guarda in quello di un altro. Volesse il cielo trovi qualcosa di interessante.

E così ho fatto.

Si chiamava Patrizio Pierini ed era il mio vicino di villa. Scelsi lui perché sapevo che era un appassionato del genere. In casa aveva scaffali pieni zeppi di libri di Lovecraft, Stoker, King, Poe e via discorrendo. Chissà pensai, magari…

Un giorno lo invitai a cena e lui accettò.

Naturalmente non ci fu nessuna cena perché appena entrò gli piantai nello stomaco uno dei coltelli shogun della mia cucina , lo trascinai nello studio, lo legai a una sedia e con la sega elettrica che avevo preso nella cantina cominciai a recidergli la testa.

Tolsi metà della calotta cranica in venti minuti, la gettai nel camino e dopo cominciai a rovistare freneticamente dentro quella grigia marmellata calda.
Fu una delusione paurosa. Quel tizio era come me. Non aveva una fottuta idea nella testa. Furioso come un toro nell’arena allora sotterrai il corpo nel giardino, pulii lo studio, feci una doccia e mi diressi a letto, promettendo a me stesso che la prossima volta sarei andato sul sicuro.

E così eccomi qua. Mentre giro furtivo, dopo aver spaccato il vetro di una finestra, nel mega salone di questa bellissima casa. Devo dire che Dario Argento ha davvero buon gusto. Certo, con tutti i soldi che ha, poteva pure farlselo installare qualche antifurto!