Manifesto
Quello che non capisci della tua vita
e che ti sembra assurdo e inammissibile
non è né fantastico né reale.
È fantareale.
Se pensi che qualcosa di strano succeda solo a te
stai sbagliando.
È qualcosa di comune a tutti,
solo che non lo vedi in tv, al cinema, su internet.
È ogni giorno vicino a te.
È fantareale.
La musica che suona,
le immagini che scorrono,
le cose che mangi,
quello di cui odora la tua casa,
tutto quello che tocchi:
ogni cosa ha in sé una parte che non sapresti definire.
Un certo retrogusto, un fruscio, un dettaglio, una corrente, un pezzo mancante.
È fantareale.
C’è qualcuno che sembra troppo felice.
Eppure quando torni a casa
la sua ombra scura si è messa proprio al tuo fianco.
Non è per cattiveria.
È fantareale.
È tanto tempo che vedi delle cose ridicole
ma nessuno ride,
allora forse sono ridicole solo per te.
Sei l’unico che se ne accorge.
È fantareale.
A fine giornata ti sembra di aver vissuto situazioni senza senso.
Questo è vero.
È giunto il momento di colpire.
È fantareale.
Ci sono cose che non puoi spiegarti,
ma non è zen.
È fantareale.
Se riesci a fare sesso
solo con un partner attaccato a un Pc,
non è peccato.
È fantareale.
Se sei sempre più povero
e gli esperti dicono che è giusto così
per far ripartire l’economia globale…
È fantareale.
Il noir,
l’horror,
il fantasy
ti propongono quello che è già successo mille volte
in una lunga interminabile ripetizione.
Invece a te accadono cose differenti,
magari per pochi istanti e fuori dagli occhi degli altri.
Ci vuole un modo nuovo per raccontarle.
È fantareale.
Manifesto del Fantareale
di Paolo Restuccia ed Enrico Valenzi